Fiori di zucca

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I fiori di zucca e quelli di zucchina sono l’infiorescenza di piante appartenenti alla famiglia delle “Curcubitacee” e al genere “Curcubita”. Sia la zucca che le zucchine producono fiori maschi e fiori femmine. Come distinguerli? I fiori maschi sono riconoscibili in quanto si distaccano direttamente dal fusto della pianta, il loro pistillo è sottile e ricco di polline e vengono venduti a  mazzetto. I fiori femmina invece, crescono direttamente sulla punta del frutto, in questo caso la raccolta del fiore comporta l’arresto della crescita del frutto perciò è consigliabile aspettare fino alla loro raccolta. Sono verdure che non hanno un valore nutrizionale particolarmente ricco, sono poveri di carboidrati ed apprezzabile il loro contenuto di carotenoidi che fa parte del gruppo della vitamina A, ai quali si deve la colorazione gialla dei fiori.

La stagionalità di questi splendidi fiori va dalla primavera fino al termine dell’estate. Al momento dell’acquisto i fiori devono avere alcune caratteristiche specifiche: un colore brillante in tutte le sue sfumature, turgidi da mantenere la propria forma, il colore del pistillo deve essere giallo acceso e mai marrone che indicherebbe il contagio da muffe e funghi, inoltre devono essere leggermente aperti.

I fiori di zucca o di zucchina sono molto utilizzati in cucina. Molto importante per la loro preparazione è lavarli con un filo d’acqua corrente per mantenerli integri essendo molto delicati, estrarre il pistillo interno e le punte del peduncolo. Sono molto graditi fritti in pastella, ripieni al forno o fritti e possono essere farciti di qualunque leccornia: formaggi, ricotta, pesce, verdure o anche salumi. Ottimi anche in torte salate, torte tatin o in delicati primi.

Pomodoro

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I pomodori sono bacche carnose la cui pianta ha un andamento strisciante. Nel nostro paese a causa del clima, la coltivazione a terra può causare il deterioramento dei pomodori ed è per questo motivo che si installano dei sostegni che permettono alla pianta di crescere in altezza.

La pianta del pomodoro è di origine dell’America Latina. In Europa fu per lungo tempo coltivata solo a scopo ornamentale, poiché i frutti non erano ritenuti commestibili. Gli venivano attribuiti misteriosi poteri eccitanti ed afrodisiaci che venivano impiegati in pozioni e filtri magici dagli alchimisti del Cinquecento e del Seicento. Soltanto alla fine del Settecento la coltivazione a scopo alimentare della pianta conobbe un forte impulso in Europa, principalmente in Francia e in Italia meridionale. Mentre in Francia il pomodoro veniva consumato soltanto alla corte dei re, nel sud Italia divenne il principale alimento della popolazione più povera. Nel 1762 vennero definite le tecniche di conservazione del pomodoro, in seguito agli studi di Lazzaro Spallanzani che per primo notò come gli estratti del vegetale fatti bollire e posti in contenitori chiusi non si alterassero.

I pomodori sono ricchi di principi nutritivi seppure hanno un basso contenuto calorico, infatti sono indicati nelle diete dimagranti. Sono ricchi di vitamine b,c ed e, di potassio, calcio e ferro, inoltre sono presenti sostanze antiossidanti come lo zolfo e il licopene che aiuta la pelle a proteggersi dall’attacco dei radicali liberi, responsabili dei processi di invecchiamento. Cospicua anche la componente minerale, utili per favorire la digestione. Ma le proprietà benefiche del pomodoro non sono ancora finite, ricordiamo la sua spiccata capacità di stimolare la diuresi  e la sua qualità rinfrescante e depurativa, utile ad eliminare le scorie in eccesso.

pomodori sono reperibili da maggio a settembre, anche se si trovano tutto l’anno i migliori sono quelli di agosto. Esistono diverse varietà di pomodori e si distinguono per forma, colore e polpa. A secondo della varietà si utilizzano per insalate, minestre, sughi, come condimenti e per preparare salse e conserve.