Spinaci

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Lo Spinacio o Spinacia oleracea appartiene alla famiglia delle Chenopodiacee, pianta erbacea dalle foglie carnose e fiori molto piccoli. Si tratta di una pianta particolarmente apprezzata per le sue foglie commestibili: dal colore verde scuro molto intenso, hanno una forma arricciata e raccolte in una rosetta. La pianta a completa maturazione può raggiungere anche 80 cm di altezza, si adatta discretamente a vari tipi di terreno, ma preferisce suoli non troppo sabbiosi o argillosi e ha bisogno di molta acqua.

Le sue origini. Lo spinacio proviene dell’Asia, probabilmente della Persia. La pianta dopo essersi diffusa nel continente asiatico dovrebbe essere stata introdotta in Europa, probabilmente in Sicilia dagli Arabi, all’incirca nel IX secolo; da lì la diffusione del vegetale dovrebbe essere proseguita, attraverso la Spagna, fino all’Europa settentrionale. Pare che tra i fan storici di questo ortaggio si possa annoverare Caterina de’ Medici.

La stagionalità di questa pianta è concentrata nei mesi autunnali ed invernali. Tra le varietà si distinguono: il Gigante d’Inverno (foglie ampie e carnose), il Riccio di Castelnuovo (con foglie spesse e rotonde), il Merlo Nero (foglia nera arricciata) e il Virofly (foglie grosso e di verde scuro). In Italia si coltivano spinaci soprattutto nel Lazio e in Toscana.

L’uso in cucina degli spinaci è estremamente versatile. Possono essere consumati crudi in insalata con scaglie di parmigiano, utilizzando spinaci ancora giovani, teneri e con le foglie lisce e croccanti. Oppure cotti a vapore, lessati, stufati per preparare risotti, paste fresche, come i ravioli, i cannelloni, i conchiglioni al sugo di pomodoro e ripieni di ricotta e spinaci, per farcire torte salte come la torta Pasqualina, gustose frittate.

Gli spinaci si sposano benissimo anche con molti tipi di formaggi e latticini, quindi si può scegliere di servirli come semplice contorno, per accompagnare pesce, crostacei o carne, oppure essere preparati al forno come sformato. Possono inoltre fare da ripieno anche per la carne, come la tasca di tacchino o gli involtini.

Per evitare di disperdere le loro proprietà nutrizionali è consigliabile la cottura a vapore con qualche goccia di limone che aumenterà la disponibilità di ferro contenuto in essi, oppure stufarli, ponendo e pressando quante più foglie possibili in una pentola antiaderente con la sola acqua rimasta sulle foglie dopo il lavaggio, senza aggiungere altra acqua oppure olio. Cospargete le foglie con un pizzico di sale grosso e fatele cuocere a fuoco alto per 3-4 minuti, a seconda della quantità. Le foglie si afflosceranno con la cottura ed andranno sul fondo della pentola.

Questa verdura è ricca di proprietà nutrizionali. Infatti è ricca di ferro, di vitamina A, di vitamina C, abbondano anche di nitrato, una sostanza che ultimamente la ricerca scientifica sta prendendo in grande considerazione, perché sembra che aiuti ad aumentare la forza dei muscoli. Ricchi di fibre, sono utili in caso di stitichezza e grazie alla luteina, riescono a badare alla salute della retina e quindi a quella degli occhi in generale.

Broccoli

OLYMPUS DIGITAL CAMERA I broccoli si sono sviluppati dalla pianta selvatica dei cavoli, sono ortaggi tipicamente italiani, il 95% della superficie coltivata si trova in Lazio, Puglia e Campania. La Puglia è la regione regina della coltivazione di questo ortaggio infatti è inserito nell’Elenco dei Prodotti Tradizionali Regionali. Sebbene poveri di calorie, sono tra i cibi più ricchi di sostanze nutritive come le vitamine C, K, A, di acido folico e di fibre. I broccoli contengono anche molti antiossidanti, sostanze in grado di ridurre i radicali liberi presenti nell’organismo migliorando l’energia fisica, mentale e l’efficienza del sistema immunitario. Esiste una grande varietà di broccoli, si classificano in base alla località in cui vengono coltivate. I broccoli sono ortaggi tipicamente del periodo autunnale-invernale e posso essere consumati in vari modi: bolliti, conditi o per accompagnare cibi poco saporiti in quanto il suo particolare sapore conferisce una delicata nota piccante.

Arancia

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La sua patria è la Cina e sembra che sia stata importata in Europa appena nel XIV secolo dai marinai portoghesi, ma alcuni testi antico-romani ne parlano già nel primo secolo come “melarancia” coltivata in Sicilia.

L’arancia è un frutto ipocalorico, essendo relativamente scarsa di zuccheri, può essere consumata anche da persone sofferenti di diabete. È un ottimo rimedio per combattere l’affaticamento, utilissima al sistema immunitario. Contiene vitamina c, sali minerali come il calcio, il bromo che ha effetto calmante, il magnesio che contribuisce a mantenere l’equilibrio del sistema nervoso, il fosforo che stimola l’attività cerebrale, lo zinco che aumenta l’azione e l’efficacia delle vitamine, il rame e il ferro che prendono parte al processo di fabbricazione dei globuli rossi e lo zolfo che rafforza legamenti e tendini.

Esistono due varietà: l’arancia dolce, originaria della Cina e l’arancia amara originaria dell’Asia sudorientale. È un frutto invernale, le prime arance si possono raccogliere in novembre (novellina) e le ultime a maggio-giugno. Quando le acquistate, sceglietele con la scorza sottile e tesa, ben aderente alla polpa e conservatele  in un luogo fresco perché si mantengano si di più.

Le arance vengono consumate come frutta fresca, nella preparazioni di piatti dolci e salati e per marmellate. Il succo delle arance è molto utile in cucina per sgrassare ed aromatizzare volatili, carne di maiale e pesci bianchi.