E’ primavera con gli Asparagi

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atavolaconlu.jpg La primavera ormai è arrivata e porta con se tante verdure gustose e saporite, infatti siamo nel pieno della stagione degli asparagi, ortaggio dal gusto delicato e ricco di proprietà nutritive. Si  prestano davvero a tanti tipi di preparazione!

Gli asparagi sono la parte commestibile di una pianta erbacea perenne “l’Asparagus Officinalis. Gli asparagi dispongono di un fusto che cresce sotto terra, “rizoma”, da cui spuntano i turioni o germogli commestibili. Hanno una consistenza carnosa e un sapore piuttosto delicato che evoca quello dei carciofi. Il nome deriva dal greco aspharagos che significa “germoglio”. Gli asparagi, oltre a richiedere un terreno molto drenante e lavorato, devono essere colti appena spunta la punta del turione (più o meno 20 cm) altrimenti se si attende che quest’ultimo cresca ulteriormente si ottiene un’inspessimento della corteccia e la conseguente riduzione della commestibilità e gradevolezza dell’alimento.

Le origini. Fu coltivato e utilizzato nel Mediterraneo dagli Egizi e in Asia Minore 2000 anni fa, così come in Spagna. Già nel 200 a.c. gli asparagi erano ben noti ai romani che li coltivavano e ne apprezzavano anche gli innumerevoli aspetti medicali, tanto che costruirono apposite navi dette “asparagus” per andarli a raccogliere. Dal XV secolo iniziò la coltivazione in Francia poi e nel XVI secolo raggiunsero l’apice della popolarità anche in Inghilterra. Solo successivamente furono introdotti in Nord America.

In cucina si utilizzano germogli verdi o bianchi: gli steli dovrebbero essere duri, flessibili, resistenti alla rottura, dello stesso spessore e con le punte ancora chiuse, la base deve essere mantenuta umida, per mantenere il prodotto fresco. 

Varie sono le ricette della tradizione italiana. Gli asparagi possono essere serviti saltati con burro e parmigiano ed accompagnati da uova fritte, sode o alla coque, serviti con vinaigrette e con salsa maltese oppure con un filo di olio d’oliva e del parmigiano reggiano. Gli asparagi bianchi, verdi e violetti sono adatti a tutte le preparazioni, mentre per frittate, risotti e zuppe sono preferibili quelli selvatici.

Per pulire gli asparagi bisogna tagliare l’estremità legnosa del gambo e raschiare delicatamente il gambo con un pelapatate o con un coltellino procedendo verticalmente dall’alto verso il basso, finché lo stelo non risulterà bianco eliminando la parte verde filamentosa.

Per essere consumati devono essere prima lessati oppure cotti a vapore. Per facilitare la cottura potete legare gli asparagi in un mazzetto con uno spago da cucina in modo che non sfuggano e si mantengano in verticale. La punta degli asparagi è la parte più delicata, dovrà rimanere fuori dall’acqua perché sarà lo stesso vapore a cuocerla. Il tempo di cottura per gli asparagi è 12 – 18 min. a seconda dello spessore. Per minestre, risotti, creme e frittate possono essere cucinati da crudo.

La stagionalità degli asparagi va dalla primavera ad inizio estate quindi da marzo a giugno. L’asparago in Italia è coltivato in pieno campo o in serra, prevalentemente in Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Campania. Le varietà sono più di 200, si distinguono soprattutto per aspetto, sapore e tipologia di coltivazione. Le categorie principali sono quattro:

Asparagi bianchi o di Bassano: vengono coltivati in assenza di luce durante la crescita ed hanno un sapore delicato.

Asparagi violetti: dal sapore più rustico e un po’ amaro, sono in realtà asparagi bianchi che riescono a fuoriuscire dal loro sito e vedendo la luce, la punta diventa violetta.

Asparagi verdi: germogliano all’aria aperta hanno un sapore marcato e il loro germoglio possiede un gusto dolciastro. È il solo asparago che non ha bisogno di essere pelato.

Asparagi selvatici: detti anche “asparagi di campo” crescono spontaneamente, sono sottili e hanno colore uniforme.

Gli asparagi vantano ottime proprietà nutrizionali, contengono poche calorie e per questo sono particolarmente indicati nelle diete dimagranti. Hanno proprietà depurative e diuretiche, riducono il ristagno di liquidi nei tessuti, ma sono anche ricchi di acido urico per cui è sconsigliato il consumo a coloro che soffrono di cistite e infiammazioni ai reni. L’asparagina è uno degli amminoacidi presente in abbondanza e serve alla fabbricazione di numerose sostanze proteiche e per la trasformazione dello zucchero; inoltre questa sostanza conferisce all’urina il tipico odore sgradevole.

Curiosità. Esiste una pentola speciale chiamata “asparagiera“, di forma cilindrica e stretta, dotata di un cestello a base perforata e con maniglie che facilita la cottura di questi meravigliosi ortaggi. Per preservarne il colore vivo gli asparagi verdi (così come per quasi tutte le verdure verdi) si possono raffreddare in acqua molto fredda immediatamente dopo la cottura.

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Risotto di zucca

risotto con zucca

Ingredienti

(4 persone)

Zucca a pezzetti 200 gr

Riso 300 gr

Brodo vegetale

Olio extravergine di oliva

Aglio

Sale

Prezzemolo un rametto

Preparazione

Preparate a parte il brodo vegetale. Fate soffriggere in una pentola l’aglio con un po’ d’olio, poi aggiungete i pezzetti di zucca e fate cuocere per 5 minuti. Aggiungete il riso, tostatelo e portatelo a cottura mescolando spesso e unendo il brodo caldo, poco alla volta a mano a mano che verrà assorbito. Poco prima che sia giunto a cottura, salatelo.

Servite a tavola il risotto con zucca ancora caldo guarnendolo con un rametto di prezzemolo.

Mandorla

mandorle

Originaria dell’Asia centro occidentale e ampiamente presente nell’antica Grecia, l’albero di mandorlo venne introdotto dai Fenici in Sicilia, dove si diffuse diventando una pianta tipica del bacino mediterraneo.

Nei secoli e specialmente nel mediterraneo, le mandorle erano considerate per le loro proprietà curative, stimolanti e afrodisiache nella preparazione di filtri d’amore. Ancora oggi il loro valore simbolico è mantenuto vivo dall’usanza di regalare confetti di mandorle in occasione di matrimoni e battesimi come segno di prosperità.

Le mandorle sono un alimento completo e salutare, con proprietà antisettiche, remineralizzanti e lassative. Presentano un alto contenuto di proteine, grassi insaturi, vitamine del gruppo B, vitamine E, fibre e sali minerali tra cui in maggior concentrazione potassio, fosforo, calcio e magnesio.

Meglio acquistarle ancora nel guscio perché conservano meglio le loro proprietà nutrizionali e tendono a irrancidire meno velocemente. Una volta aperte vanno consumate rapidamente e conservate al fresco e al buio, lontane da fonti di calore, proprio perché si deteriorano facilmente.

Vengono utilizzate in cucina nella preparazione di piatti dolci ma anche salati.