Dolci tipici calabresi:Jauna

dolci

cropped-pentola-ok-21.jpgQuesti mini panzerotti sono dolci tipici natalizi della provincia di Vibo Valentia. Non vi spaventate nel leggere la ricetta, sembrerà complicata da replicare ma fidatevi in realtà non lo è affatto! Forse è un pó lunga la procedura ma, in questo periodo dell’anno dove si ha più tempo e si va meno di corsa, questi dolcetti vanno assolutamente assaggiati! Il ripieno con i ceci è un pò particolare ma insieme all’amaro del cacao e del cioccolato fondente e con la freschezza della buccia di arancia si ottiene un gusto molto raffinato. Mix che ben si accompagna con la pasta molto soffice. Il vostro palato ne sarà fiero ve lo posso assicurare.

Ingredienti per la pasta

Farina 500 gr

Uovo 1

Burro 50 gr

Zucchero 50 gr

½ bustina di lievito

250 dl di brodo di ceci

1 cucchiaio piccolo di cannella

Ingredienti per il ripieno

Ceci 500 gr

Cacao amaro 50 gr

Cioccolato fondente 50 gr

Zucchero 100 gr

Mandorle 50 gr

Noci 50 gr

Arancia 1

½ bicchiere di liquore maraschino

2 cucchiai piccoli di mostarda

Preparazione ripieno

Cucinate i ceci facendoli bollire. Dopo frullate i ceci con lo zucchero ed aggiungete il cacao amaro, il cioccolato tagliato a pezzettini, le mandorle e le noci sbriciolate, ed infine la buccia di arancia grattugiata. Amalgamate il tutto fino ad ottenere un composto consistente. Lasciate riposare il composto in frigo e passate alla preparazione della pasta.

Preparazione pasta

Disponete in una ciotola profonda la farina formando un vulcano, al centro aggiungete l’uovo, lo zucchero, il burro sciolto nel brodo di ceci, il lievito e la cannella. Impastate il tutto con le mani fino ad ottenere un panetto che farete riposare per 15 minuti. Dopo spianate il panetto con il mattarello su un ripiano fino ad ottenere uno spessore di 2 mm. Ritagliate dei dischi con l’aiuto di uno stampo a forma circolare oppure vi potete aiutare con un bicchiere.

Dopo disponete al centro di ogni disco un cucchiaio piccolo di ripieno, e sovrapponete il disco ottenendo la forma di una mezza luna. Fissate i bordi delle mezze lune con una forchetta per evitare la fuori uscite del ripieno. Fatele soffriggere in olio molto caldo e appena avranno un colore dorato lasciateli scolare su carta assorbente. Disponetele su un piatto di portata con lo zucchero a velo e servite a tavola!

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Polpette di baccalà

Polpette di baccalà, baccalà

cropped-pentola-ok-21.jpgUn alimento tipico e molto usato durante le festività natalizie è il baccalà; altro non è che merluzzo conservato sotto sale. È un pesce molto ricco di proteine e con poche calorie. È protagonista nazionale della Vigilia, la sua bontà si apprezza grazie alle numerose ricette della tradizione: in bianco, al pomodoro, fritto o servito come carpaccio. Il baccalà con il suo gusto particolare apre le feste con estrema delizia trovando posto a tavola come antipasto, primo o secondo!

Ingredienti

(per 8-10 persone)

Baccalà 400 gr

Pan grattato 100 gr

Formaggio pecorino grattugiato 100 gr

Uova 2

Prezzemolo 1 rametto

Pepe nero macinato

Sale

Preparazione

Fate bollire il baccalà. Disponete poi il baccalà in una ciotola e tagliatelo a pezzettini, aggiungete il pan grattato, il formaggio pecorino, le uova, il prezzemolo sminuzzato, il sale e un pò di pepe nero. Amalgamate il tutto fino ad ottenere un impasto consistente.

Formate con il composto ottenuto tante piccole polpette e fatele rotolare nel pan grattato. Disponete le polpette in una teglia anti-aderente con un po’ d’olio e fatele cucinare in forno a 180° gradi per 5/10 minuti. Adagiate le polpette di pesce nei pirottini di carta e servitele a tavola ancora calde.

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Mandarini

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Tra i frutti di stagione di questo periodo dell’anno, uno dei preferiti è il mandarino con il suo cugino mandarancio. Il mandarino è un frutto dalla buccia molto sottile non aderente alla polpa, è molto dolce ed è formato da un gran numero di spicchi succosi, aromatici e ricchi di semi. Il nome botanico della  pianta del mandarino è citrus nobilis e appartiene alla famiglia delle Rutaceae. Proviene dalla Cina da cui ne deriva lo stesso nome in quanto in Cina le massime autorità erano chiamate appunto mandarini. Arrivò in Europa nel tardo Rinascimento ma si diffuse solo nel secolo scorso.

Esistono diverse varietà di questo frutto, quelle maggiormente commercializzate in Italia sono il mandarino Comune detto anche Avana e il Tardivo di Ciaculli. Molto noto é anche il cugino mandarancio detto ”clementina” ricavato all’inizio del ‘900 dal botanico Clement Rodier incrociando il mandarino e l’arancia.  Il mandarancio ha un sapore molto spiccato, un colore intenso, pochi semi o nessuno. Le coltivazioni si sono estese in tutto il Mediterraneo soprattutto in Calabria nella piana di Sibari, in Puglia nella zona del golfo di Taranto e in Sicilia.

Il mandarino è ricco di zuccheri, infatti è l’agrume più calorico. È ricco anche di vitamina C che contiene però in quantità inferiore rispetto all’arancia, ma risulta più facilmente digeribile. Il suo consumo è utile per la protezione di mucose e capillari ed è uno dei frutti con il maggior contenuto di bromo. Svolge inoltre un’azione sedativa e antispastica.

È un frutto invernale, la raccolta va da dicembre a marzo per la varietà tardiva. Il mese migliore resta comunque gennaio. Oltre che nella fruttiera il mandarino trova grande spazio nella pasticceria e liquoreria. Viene utilizzato molto per la confettura e anche in cucina il suo succo si accompagna bene con l’anatra e il maiale.

Orata in “umido”

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pentola ok 2 Ieri avevo proprio voglia di mangiare per pranzo del pesce fresco, così sono andata al mercato vicino casa ed ho comprato una bella orata. Avevo dubbi su come cucinarla e ho pensato che il miglior modo, per non rischiare di seccare la carne del pesce, fosse di cucinarla “in umido”. Il risultato? Direi ottimo! Ingredienti Orata fresca 1 Pomodorini a ciliegia Prezzemolo Pepe nero a grani Aglio Sale Preparazione Quando comprate l’orata fatevela direttamente sviscerare. Lavatela bene e infilate nel suo ventre un ciuffetto di prezzemolo e uno spicchio d’aglio tagliato in due pezzi. Sistematela in una pentola anti aderente che la contenga giustamente, salatela esternamente, aggiungete i pomodorini a ciliegia, alcuni interi altri tagliati a due pezzi, un giro d’olio, il pepe nero e bagnatela con del vino bianco. Copritela con il coperchio e fatela cucinare a fuoco medio per circa 3o minuti, lasciando sfumare dolcemente il vino bianco. Appena pronta tagliate tutte le pinne e squamate il pesce.  Poi basterà trovare il punto giusto della lisca e sollevare la parte superiore aprendola in due parti. Adagiatele sul piatto aggiungendo i pomodorini e il sugo formatosi all’interno della pentola. Servite a tavola!